
















Le tecniche da me utilizzate si possono idealmente collocare a metà strada tra il matte-painting e l'illustrazione digitale. Un balletto di colori e immagini trova il suo piano ideale nell'astrattismo fotografico e diviene carta e spessore consapevole solo durante lunghe e meditate ore di prove e spunti ereditati da ossessioni e incubi personali. Ogni fotografia attira a se un universo di idee e Il mio lavoro soprattutto nelle prime fasi è limitato al montaggio di numerosi strati di immagini che mi permettono di ottenere rapidamente dei collages fotografici molto grezzi. La velocità di realizzazione è fondamentale per ricalcare un'istantanea il più possibile identica all'idea o al sogno.
Successivamente definendo meglio forme e sfumature, piegando, sfocando, distruggendo tutto e ridipingendo le stesse con strumenti di fotopittura digitale (spostando i mattoni fondamentali della base pittorica, lavorando talvolta a livelli di zoom da smarrimento) giungo infine ad una sorta di quadro eterogeneo e dettagliato, dotato di uno spirito proprio il cui scheletro non mi appartiene.
L'esperienza e una buona conoscenza dei programmi di grafica raster uniti ad un computer nella media e una tavoletta grafica per principianti rappresentano gli strumenti essenziali per realizzare con discreta disinvoltura i lavori di fotopittura digitale visibili in questo spazio.
Certamente i softwares utilizzati e tutti gli strumenti pittorici in essi contenuti condizionano i miei operati, senza però rappresentare una gabbia per la mia fantasia ma anzi un trampolino di lancio sull'ignoto che mi completa.
Il mio intento al momento è quello di riuscire a definire una tecnica personale che possa portare a migliorare progressivamente sia la qualità degli elaborati che il tempo impiegato per la loro realizzazione, cercando quanto più possibile di mantenere uno stile di impatto estremamente poliedrico ma subito riconoscibile.