Nel gennaio del 1913 un gruppo di intellettuali che avevano collaborato intensamente alla rivista «La Voce» diretta da Giuseppe Prezzolini e che non si riconoscevano più nella sua linea editoriale, considerata troppo morbida ed accondiscendente con i Poteri Forti dell’epoca, fondavano Lacerba.
Una rivista che grazie a Giovanni Papini e Ardengo Soffici dava voce a tutte le avanguardie e le istanze innovative che scuotevano l’Europa del tempo. Chi collaborava con Lacerba, intendeva gridare le proprie idee, ribellandosi all’ipocrisia dei borghesi dell’epoca.
A quasi un secolo di distanza, Quaz Art ha l’ambizione di raccogliere l’eredità di Lacerba. Cambiano i media, i linguaggi, ma il nemico è sempre lo stesso: la cultura polverosa, appassita e sclerotica, con cui l’intellettuale italiano si riempie la bocca per mendicare applausi dal grande pubblico e prebende dal potente di turno.
Per combattere tale nemico, Quaz Art non è voluto essere una di quelle vetrine delicate in cui maestrine dalla penna rossa o nullafacenti pensionati spacciano le loro ciofeghe per Arte. In cui frustrati possono fingere di essere geni incompresi.
Quaz Art non è voluto essere un bar sport per artisti falliti. Quaz Art ha l’ambizione, come Lacerba, di essere: un foglio stonato, urtante, spiacevole e personale.
- Un foglio web, la tecnologia è mutata, capace di essere esploratore, di proporre una ricerca tra le diverse voci artistiche, caotiche e discordanti che nascono ogni giorno nella vita e nel web.
- Un foglio web con la presunzione e con il coraggio di scegliere, di chiamare il Banale con il suo vero nome, senza nascondere il suo vuoto che nasconde dietro contorti giri di parole.
- Un foglio web che critichi e proponga, che fornisca spunti alla creatività e diffonda i semi da cui potranno nascere nuove avanguardie.
- Un foglio web che contamini lingue e culture, superando steccati.
Quaz Art vuole liberare l’uomo e l’artista dalle sue prigioni che egli stesso si costruisce
Perché qui non si canta al modo delle rane

08 settembre 2010
Alessio Brugnoli