I futuristi sono affascinati dalla modernità e in particolare dalle scoperte scientifiche che rivoluzionano la loro epoca: radio, telefono,

Futurismo

Avanguardia e Avanguardie

"Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere e dalla sommossa, canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne"[Filippo Tommaso Marinetti].   Il futurismo è il primo movimento d’avanguardia del Novecento a imporre il rinnovamento dell’arte e della società, rompendo l’isolamento della cultura italiana e riaprendo il dialogo internazionale. Ribelle e audace Marinetti proclama la distruzione di musei e biblioteche ed esalta la macchina come nuovo modello di bellezza. «Vita accelerata» e «azione» sono le parole d’ordine del movimento che interviene a tutto campo nelle arti, nell’arredamento, nella politica, nell’editoria, nella gastronomia.Obiettivo di Marinetti è celebrare la modernità in ogni suo aspetto, abbattere i confini tra arte e vita e “ricostruire l’universo” in chiave futurista. Contro l’equilibrio e la stabilità dell’arte del passato i futuristi propongono forme spezzate e colori accesi, per rendere quella “sensazione dinamica” che deforma i corpi e l’ambiente intorno. Contro i temi della tradizione – il nudo, il ritratto e la natura morta – si concentrano su ciò che più caratterizza il loro tempo: i nuovi mezzi di trasporto, i movimenti della folla, le luci elettriche, la vita frenetica della città.I futuristi sono affascinati dalla modernità e in particolare dalle scoperte scientifiche che rivoluzionano la loro epoca: radio, telefono, automobile, piroscafo, aeroplano. Alla base della poetica futurista c’è la volontà di inventare nuove forme per rappresentare il mondo in continua evoluzione. Nel Manifesto i pittori dichiarano di voler dipingere il movimento per distruggere la “materialità” dei corpi. Nella primavera del 1910 Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Luigi Russolo, espongono le prime opere futuriste a Milano, alla "Mostra d'arte libera" nella fabbrica Ricordi. Dopo il Manifesto generale del movimento, nel 1910, uscirà un primo manifesto dei pittori futuristi. Il manifesto futurista del 1910 sottolinea: "Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido. Una figura non è mai stabile davanti a noi, ma appare e scompare incessantemente. Per persistenza della immagine nella retina, le cose in movimento si moltiplicano, si deformano, susseguendosi, come vibrazioni, nello spazio che percorrono. Così un cavallo in corsa non ha quattro zampe, ne ha venti e i loro movimenti sono triangolari". Il punto più importante di questo manifesto è dunque quello di opporre all’antica pittura statica, una nuova pittura “dinamica”, capace di rendere l’idea del movimento, della velocità, di “porre lo spettatore al centro del quadro”.   I PRIMI INTERPRETI DEL FUTURISMO I Pittori Futuristi derivano, chi più, chi meno dall'esperienza del Divisionismo ed interpretano il nuovo verbo in modo molto personale. Umberto Boccioni, non dimentico della lezione cubista, lo traduce in forme cariche di emotività espressionistica legate nelle linee-forza. Giacomo Balla scompone quasi scientificamente il movimento, Gino Severini frantuma l'immagine in una molteplicità di piani-luce dal tenue e raffinato cromatismo che gli deriva da Georges Seraut. Russolo si esprime attraverso immagini a cui da corpo con un'accesa e contrastante cromia, Carlo Carrà, rispetta il non-figurativismo futurista, pur dipingendo forme che non rinunciano mai totalmente ai valori plastici e pittorici che gli sono congeniali.   IL SECONDO FUTURISMO Quando Umberto Boccioni muore improvvisamente, nel 1916, Carrà e Severini sono in una fase di evoluzione verso la Pittura Cubista, quindi il gruppo milanese si scioglie ed il cuore del movimento futurista diventa Roma, con la conseguente nascita del Secondo Futurismo. La prima fase del Secondo Futurismo, dal 1918 al 1928 ed è caratterizzata dallo scioglimento del gruppo di Futuristi milanesi che si ricompattano a Roma attorno a Marinetti.In questa fase i pittori Futuristi sono impegnati nel superamento del divisionismo evolvendosi in forme astratto-geometriche, mediate dalla conoscenza del cubismo, delle prime intuizioni post-cubiste e costruttiviste.Nel 1929 i Futuristi entrarono nella seconda fase del Secondo Futurismo (1929-38) e firmarono il Manifesto della Aeropittura, che proponeva uno stile pittorica capace di dare al pubblico sensazioni collegate al volo con il risultato di avvicinare gli artisti alle idee suggerite dal surrealismo.   IL TERZO FUTURISMO Alla terza fase del Futurismo fanno parte Luigi Colombo Fillia, Nicolay Diulgheroff, fino a Mario Sironi, Ardengo Soffici e Ottone Rosai. Anche altri pittori, in epoche successive, manterranno nella loro arte uno o più elementi dichiarati dai Manifesti futuristi amalgamati ad altri stili pittorici prevalenti.

16/01/2014

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