Creo per cercare di capire, anche se sono consapevole che il capire è una chimera, ma sono spinto dalla curiosità, dalla volontà di migliora

Intervista a Christian Zanotto

Un paio d’anni fa, andai ad una mostra presso la galleria Famiglia Margini, a Milano. Lì conobbi Christian Zanotto, artista di poche parole, ma immaginifico e visionario.

In occasione della sua mostra ad Amsterdam, ho avuto l’occasione di approfondire la nostra conoscenza ed esplorare la sua arte e la sua visione dell’Uomo e della Vita

 

Ciao Christian chi sei? Come ti descriveresti a un estraneo?

Ciao Alessio...chi sono, è una domanda che mi proietta ogni volta nella dimensione dell' inquietante, sono un artista, uso e mi faccio usare dall'arte per avanzare anche nella comprensione di me stesso, ma ad ogni presunto passo in avanti i confini si spostano molto oltre; penso che conosceremo noi stessi in modo sincero solo nell'istante del passaggio vita morte, se avverrà....In fine vedi, posso descrivermi come un artista iper-relativista.

 

 

Vivi tra Olanda e Italia… Quali sono i punti di contatto e le differenze tra le due culture e il modo di intendere l’arte?

Nelle mie esperienze ho notato che sia nella storia che nel contemporaneo ci sono molti punti di confluenza ed una sostanziale differenza, l'arte olandese è portata alla rappresentazione lucida e razionale della realtà qualunque essa sia, mentre l'arte italiana segue più il versante di una interpretazione personale.

 

Tu e il Barocco. Repulsione, ispirazione o contaminazione?

Una contaminazione ispirante; in fondo penso che l'umanità non si possa slegare dall'essere barocca, l'uomo è barocco per sua natura anche quando cerca il minimalismo più estremo, una scimmia barocca con sempre strabilianti e arzigogolate sovrastrutture mentali.

 

Se io capitassi ad Amsterdam e ti chiedessi di farmi da guida turistica, dove mi porteresti?

Immaginando un itinerario, mi piacerebbe cenare tra musica e video proiezioni come avviene in vari club, dove spesso si trovano spazi espositivi, la passeggiata continuerebbe poi nel centro storico e nel red light district, dove si trovano le famose vetrine e gli altrettanto conosciuti coffee shop.

 

Potresti constatare come tutto questo conviva serenamente con l'affascinante chiesa gotica Oude Kerk. Per i giorni successivi ci sarebbero molti musei storici, contemporanei, didattici per approfondire i più svariati temi e interessi.

Per le notti molti locali, underground o meno, con band dal vivo o musica dei famosi dj olandesi......mi sembra abbastanza turistico....sei il benvenuto.

 

Le gallerie e i musei olandesi cosa possono insegnare a quelli italiani?

I musei olandesi sono gestiti con grande profitto e sono molto attivi nelle proposte, sono dei luoghi vivi; per quanto riguarda le gallerie non trovo grandi differenze da annotare.

 

Come hai scoperto l’arte digitale? E i video?

Più che una scoperta è stato un punto di arrivo, sin dall'infanzia ho subito un fortissimo fascino verso tutte le cose digitali o simili, mi facevano sognare; ai classici giocattoli preferivo le calcolatrici, anche quando non conoscevo i numeri e anche gli orologi al quarzo: che meraviglia l'orologio con il calcolatore incorporato, la “nano tecnologia”... via al fantasticare sui i robot telecomandati e quelli giapponesi in tv.

 

Vivevo anche il senso del magico attraverso la macchina fotografica e i filmini girati con le prime cineprese, il tutto unito da un forte istinto verso il disegno e la pittura...insomma, c'erano già tutte le componenti che poi ho affinato con la curiosità, lo studio e la pratica.

 

Perché il cristallo come supporto?

Nella mia ricerca la sperimentazione della materia è stata sempre un punto fondamentale, sia per creare il supporto dove catturare un'immagine che per realizzare la superficie dove proiettare un video. Nel mio fare il rapporto forma - contenuto non può essere scisso; in questo caso, dovendo materializzare immagini scaturite da una mia analisi sull'uomo e che ho concentrato in scene teatrali, usare il cristallo, rendendolo quasi uno specchio nero, mi ha permesso di includere ancora una volta nello scenario lo spazio esterno all'opera e lo spettatore, mettendo in moto anche tutti i meccanismi psicologici che lo specchio attiva.

 

E’ più difficile ideare un’opera su cristallo, imprigionando un attimo, o raccontare un flusso di emozione tramite video?

Qui ritorna ancora la questione dello specchio: le immagini che genero prendono forma in un set virtuale, una scena 3d, sono delle sculture con la possibilità del movimento che creo sempre in funzione del video (ed il video a sua volta in funzione dell'immagine), ma in modo che possano sussistere anche separatamente; posso dire che la difficoltà sta nel raggiungere l'idea che mi soddisfi.

 

Perché crei? Che ti spinge a dar forma ai tuoi pensieri ed emozioni?

Creo per cercare di capire, anche se sono consapevole che il capire è una chimera, ma sono spinto dalla curiosità, dalla volontà di migliorarmi ad ogni passo successivo per pesare il valore del passo precedente; è una ricerca che non posso fermare, il mio rapporto con il fruitore è un rapporto fondamentale, di scambio: “...chi, cosa, da dove e perché sono?”

 

Non so se te lo ricordi, ma ci siamo conosciuti in occasione di “God O' Clock – Horlogerie Exquise – God Is Wearing A Rolex” presso Famiglia Margini a Milano. Perché quel titolo? Cos’è il tempo per te? Una corsa verso la morte o uno specchio distorto dell’Eternità?

Sì, certo, mi ricordo bene: ci siamo conosciuti all'opening. Il titolo della personale nella galleria Famiglia Margini è nato come un gioco surrealista per condensare in tre punti complesse considerazioni sull'uomo, sul divino e sulla morte (sull'uomo che crea la figura di un carnefice per adorarlo).

 

Per la cultura dell'antica Grecia, per esempio, era Crono il dio più potente e temuto, a tal punto che, come farebbe un barocco, attraverso il meccanismo del mito lo si ricoprì con un altra pelle per renderlo meno inquietante, trasfigurandolo nel più umano Zeus.... da qui il mitico Rolex, l'orologio d'oro e un tempo prezioso, relativamente misurabile e rozzamente quantificato per mezzo di un perno e due lancette, come una specie di compasso che traccia il segno di una meccanica concepita dall'uomo in modo troppo limitato, che nel suo senso orario stride con un conto alla rovescia.

 

Che ruolo ha il sacro e il mito nella tua ricerca artistica?

Sono nato in una famiglia e in un paese cattolici; il senso del fantastico mi ha portato a scoprire la mitologia sia occidentale che orientale, poi vennero l'alchimia e le scienze, la psicologia , la filosofia e la curiosità per quelle che erano credenze o in vario modo superstizioni, il tutto sempre mediato da una forte criticità, quasi contraddittoria.

 

È da questo background che le mie osservazioni hanno origine e muovono, riflettendosi nelle immagini e nei video che produco.

 

L’Arte crea reliquie dell’Umano, per erigere barriere all’avanzata del Nulla?

Credo che l'arte in fine crei anche questi prodotti, ma quello che io intendo come arte è conoscenza e consapevolezza; il mio approccio è inevitabilmente di tipo emotivo, ma in chiave scientifica, sono un' umanista iper-relativista.

 

La pittura tradizionale, nel nostro mondo contemporaneo, ha ancora senso? Oppure pennelli e colori saranno sostituiti dai pixel e software?

 

Molte volte tecniche diverse e innovative nell'arte avrebbero dovuto eliminarne altre, ma ciò che è avvenuto in fine e' stata la contaminazione tra di esse.

 

Cos’è l’Arte? Una ribellione a ciò che ci rende meno umani? Un sezionare i propri abissi ? Lo svelare ciò che vogliamo nascondere a noi stessi?

L'arte come io la vivo è una scienza, è l'unica religione possibile o accettabile, è un insieme di coscienze che mi dà almeno l'illusione di potere andare oltre in qualche modo; è una colonna traballante, ma comunque un appoggio possibile, per quanto instabile.

 

Cos’è per te la Bellezza? Che ruolo ha nel mondo e nella vita dell’Uomo?

È un valore soggettivo sensoriale, ma con un bacino comune abbastanza ampio;

penso alla sensualità come ad un fondamentale. Per l'uomo vivere e fruire della bellezza è indispensabile per un'esistenza favorevole, è anche una condizione necessaria agli amanti dell' inestetico o del “brutto”.

 

Cos’è l’Ironia? L’esprimere idee che violano la censura dei tabù sociali? Lo svelare le maschere che ci costruiamo ogni giorno?

Proprio questa notte leggevo un racconto di E.T.A. Hoffmann e mi sono riconosciuto in una sua definizione dell'ironia: la descriveva come un essenza che scaturisce da una ferita dell'animo; per me è una questione di sopravvivenza, un qualcosa di acuminato che può aprire ad un po' di ossigeno.

 

La tragedia della cultura italiana è la perdita dell’Utopia e del sogno del Progresso… Sottoscriveresti questa frase?

Non completamente, penso che i fattori siano più complessi e da cercarsi soprattutto tra economia e dintorni.

 

Il Post Moderno è morto?

Se con Post Moderno si intende il pensiero filosofico di Nietzsche, di Foucault e di Lyotard lo trovo assolutamente attuale; forse non superabile, ma e' nella stessa sua natura non porre un limite. Il Post-Post Moderno?

 

Perché AsaBarock ? Qual è il filo conduttore della mostra?

“As a barok”: “come un barocco” o un gioco dadaista che crea il suono che fa nascere un entità, forse proprio questo è il filo conduttore di AsAbaroK stessa/o.

 

L’Arte italiana è ancora capace di generare visioni cosmiche?

Penso che ora la questione più che sull'arte italiana in genere si sposti sull'artista in particolare, il mondo mai come ora è stato interconnesso e gli individui sono come neuroni di uno stesso tessuto cerebrale; la contaminazione culturale è ora una condizione, sia che la si accetti o meno.

 

L’Artista, secondo te, è più mago, sciamano o alchimista?

Secondo la mia visione l'artista è uno scienziato che lavora lungo i labili confini della mappa dei saperi.

 

Per te, cos’è l’inquietudine?

È una condizione ben presente da vivere in maniera composta, almeno il più possibilmente composta, per avere così lo spazio per una serena lucidità di contrappeso.

 

Il sonno della ragione genera mostri o percezioni più ampie del Reale?

Con un ragionamento per frattali, dal micro al macro, a noi è indispensabile passare dallo stato di sonno a quello di veglia. Lo stato di sonno ci può apparire più oscuro e inquietante, ma affascinarci in diversi modi; il sonno genera sogni piacevoli o meno, ma legati a doppio filo con lo stato di veglia: io tendo a concepire una continuità non divisibile e penso che la questione determinante sia la ricerca di una coscienza analitica e obiettiva il più possibile. Avere il coraggio della sincerità con se stessi è determinante, i mostri e le percezioni si creano tanto nel sogno che nella veglia.

 

 

In questa società, in cui il potere nasce dal controllo dei media, esiste ancora il libero arbitrio?

Da questa soluzione liquida di iper-relatività in cui mi trovo a nuotare, ti posso dire che il libero arbitrio è praticamente impossibile, siamo condizionati in tutto a partire da ciò che ha condizionato geneticamente i nostri avi più remoti e così via; non prendo questo come un alibi, ma solo come constatazione di partenza per un'analisi più obiettiva.

 

Cos’è la sensualità ? Esiste un sottile legame che la lega al misticismo?

La sensualità è una raffinata alchimia tra oggetto e pathos; il mistico, estremizzandola, arriva spesso a un alto livello di feticismo, (tengo a precisare che non do alcuna accezione negativa al termine feticismo). Devo dire anche che considero l'uomo un animale patologico.

 

L’Uomo è ancora misura di tutte le cose?

Io penso che sia e sia sempre stato che l'insieme delle cose, uomo compreso, mantenga gli stessi parametri di misura verso se stesso. Non riesco a trovavi quindi un elemento dominante.

 

Quale è il tuo metodo di lavoro? Da dove nasce la tua ispirazione? Come la rendi forma e sostanza?

Il mio lavoro nasce dalla riflessione e dalla curiosità, mi interessano molto la contraddizione ed il paradosso: in questi trovo brecce da cui fare sorgere, filtrandole attraverso l' ironia, le idee che metto in scena come immagini.

 

Come potrebbe evolvere l’Arte Digitale? Le sue nuove frontiere?

L'arte digitale si è già evoluta molto diventando comunicazione, cinema, fiction; sarà sempre più tesa a coinvolgere lo spettatore in un alto grado di sensorialità e il virtuale tenderà sempre più a materializzarsi e a occupare la sfera del concreto.

 

Esiste un filo rosso che unisce i vari artisti digitali italiani? Cosa manca, affinché possano proporsi come nuova avanguardia ? Un manifesto programmatico, un’unità d’intenti?

In Italia si vive all'interno di una sfera di grande storicità e questo è un legame inevitabile e un grande punto di forza se non lo si subisce in modo passivo; in quanto ad un manifesto penso che ora ogni artista debba crearsene uno proprio, poi si cercheranno e si creeranno idee di contatto e possibilità di gruppo.

 

Secondo la tua esperienza, Fotografia e Arte Digitale in Italia come sono considerate? Sorelle minori dei linguaggi tradizionali? Oppure si sta sviluppando nei galleristi, nei critici e nei curatori una nuova sensibilità?

Credo che ormai la fotografia e il digitale abbiano raggiunto una condizione quasi “dominante” anche in Italia, ma penso che sia ancora necessario un assestamento, un chiarimento verso una qualità concettuale e formale di questo “nuovo” fare arte.

 

Il tuo rapporto con il Cyberpunk e con la fantascienza in generale?

La fantascienza è un territorio affascinante e mi è utile anche per l'analisi sulle tecniche; mi piace il futuribile, che spesso diventa contemporaneo e apprezzo le saghe, per esempio “Guerre stellari”, come spunto di riflessione sulla psiche umana. Anche la letteratura cyberpunk mi è di grande interesse, a volte è più ricca e forte di quanto il cinema di massa possa osare essere.

 

Le tue opere possono essere lette in una chiave steampunk? Il recupero di un’estetica tradizionale, coniugata all’utilizzo delle nuove tecnologie, può essere vista come una ribellione alla piattezza estetica e omologativa della produzione in massa di beni?

Lo steampunk storico e fantascientifico spesso ha tentato la mia fantasia, a volte vi trovo grande ingegno nel design, ma il mio intento non è rivolto al semplificarmi in un genere, anche se una contaminazione “involontaria” la posso trovare in alcune mie opere e non la rinnego.

 

Penso che l'estetica “steampunk”, così come altre tendenze, nasca per un'esigenza di distinzione rispetto all'omologazione massiva; riesce in questo intento fino a che si conserva originale e non diventa a sua volta fenomeno omologato ed omologante.

 

Progetti per il Futuro?

Sì molti... in particolare sto lavorando a un qualcosa che si avvicina ad uno “show” o a un “environment multimediale”, dove mie immagini e video diventeranno delle sculture intangibili; tutto questo avverrà con la preziosissima collaborazione di Jacqueline Ceresoli.

 

L’Artista può essere paragonato ad Alice nel Paese della Meraviglie, alla ricerca di un senso nel nostro quotidiano contraddittorio e bizzarro?

Un viaggio attraverso lo specchio è comunque un'esperienza che lascia spesso intuizioni da riordinare, ma penso che è solo una parte dell'essere di un artista.

 

Esiste qualcosa al termine del viaggio chiamato vita?

In questo momento non lo so e non so se sia desiderabile, penso comunque che sia fantastico poterci ragionare.

 

25/03/2012

Alessio Brugnoli

brugnolialessio@gmail.com

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