A quasi un secolo di distanza, Quaz Art ha l’ambizione di raccogliere l’eredità di Lacerba. Cambiano i media, i linguaggi, ma il nemico è sempre lo stesso: la cultura polverosa, appassita e sclerotica, con cui l’intellettuale italiano si riempie la bocca per mendicare applausi dal grande pubblico e prebende dal potente di turno. Per combattere tale nemico, Quaz Art non è voluto essere una di quelle vetrine delicate in cui maestrine dalla penna rossa o nullafacenti pensionati spacciano le loro ciofeghe per Arte. In cui frustrati possono fingere di essere geni incompresi. Quaz Art non è voluto essere un bar sport per artisti falliti. Quaz Art ha l’ambizione, come Lacerba, di essere: un foglio stonato, urtante, spiacevole e personale.
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